Piante spontanee di interesse alimentare nella regione etnea

Salvatore Arcidiacono e Pietro Pavone

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Asparago comune (Asparagus officinalis L.)

Asparago comune

Etimologia:

Descrizione: L`Asparago comune è una specie decisamente diversa da Asparagus albus L. e A. acutifolius L. poiché ha i rami aerei annuali; essi seccano a fine estate non lasciando traccia visibile del rizoma sotterraneo. I rami, assai ramificati e, di norma, alti fino a 2 m, portano cladodi parecchio molli e densi. La specie è dioica (come Asparagus acutifolius). I fiori, unisessuali, sono isolati o appaiati, con un perigonio a campanella di 3+3 tepali saldati alla base e di colore biancastro. Negli individui maschili essi sono leggermente più grandi e numerosi di quelli femminili che, a maturità, producono bacche rosse delle dimensioni di un cece.

Ambiente: Sull`Etna l`Asparago comune, detto Sparaciu `mpiriali, si riscontra quasi esclusivamente in coltivazione negli orti. Secondo alcuni abitanti di Nicolosi e di Randazzo si rinviene anche allo stato spontaneo, probabilmente inselvatichito.

Parte utilizzata: L’Asparago comune produce turioni primaverili che sono molto robusti. In campagna, la ricerca di questi turioni è difficile poiché vicino ad essi manca la vistosa parte aerea dell`annata precedente, come si riscontra, invece, nell`Asparago pungente. Gli erborinatori riescono a rintracciarli poiché conoscono le località di crescita per esperienze acquisite negli anni precedenti.

Uso: I turioni dell`Asparago comune si consumano come i turioni dell`Asparago coltivato; essi però hanno un aroma più marcato anche se inferiore a quello dell'Asparago pungente e dell'Asparago bianco.

Commercio:

Diffusione: L`Asparago comune, in Italia, è abbastanza diffuso (manca, però in Sardegna) e in molte zone è inselvatichito. Dall’asparago comune, per selezione, l’uomo, sin da tempi antichissimi (se ne hanno testimonianze nei geroglifici egiziani), ha ottenuto l’Asparago coltivato. Di esso, attualmente, esistono numerose cultivar nelle quali si riscontra una maggiore produzione di turioni, un aumento delle loro dimensioni.

Notizie:

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