Piante spontanee di interesse alimentare nella regione etnea

Salvatore Arcidiacono e Pietro Pavone

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Bislingua (Ruscus hypophyllum L.)

Bislingua

Etimologia: Il primo termine del binomio è al nome con cui i Romani chiamavano l'Asparago. Il secondo si riferisce ai cladodi che portano i frutti nella pagina inferiore.

Descrizione: Pianta sempreverde provvista di rizoma strisciante, grosso, e di fusti gracili e per lo più semplici. I cladodi sono inermi e molto più grandi di quelli di Ruscus aculeatus L. I fiori, con tepali verdastri, sono dioici e raggruppati in ombrellette di 3-6; essi si formano sulla pagina inferiore dei cladodi, a differenza di quelli del Pungitopo.

Ambiente: Luoghi selvatici ma anche coltivati.

Parte utilizzata: I nuovi getti (turioni) che si raccolgono in primavera. essi si presentano reclinati all'apice e di colore verde chiaro.

Uso: I turioni della Bislingua si consumano come quelli degli asparagi selvatici e coltivati ma il loro sapore è più delicato. Si cucinano lessati e si mangiano conditi con sale, pepe, olio e succo di limone oppure si utilizzano come ingredienti di frittate.

Commercio:

Diffusione:

Notizie: - Sparaciu di bordura: La Bislingua è una pianta sempreverde che viene coltivata nei giardini per scopo ornamentale a formare basse spalliere e bordure.

Ricette: Lessi Frittate