Piante spontanee di interesse alimentare nella regione etnea

Salvatore Arcidiacono e Pietro Pavone

Vai a: Frontespizio - elenco -- Vai a scheda: prima - precedente - seguente - ultima

Lattuga alata (Lactuca viminea (L.) Presl.)

Lattuga alata

Etimologia: Il primo termine del binomio deriva dal latino lacto = essere fatto di latte, in riferimento al latice biancastro contenuto nella pianta, assai ridotto nelle attuali cultivar di 'Lactuca sativa' L., la comune lattuga. Il secondo termine è riferito ai rami esili e flessibili, come quelli dei Salici detti vimini.

Descrizione: Pianta erbacea bienne caratterizzata da una rosetta di foglie basali, che compare tra l’autunno e l’inverno, aventi lamina pennatosetta a maturità con segmenti lineari a margine intero. In primavera, al centro della rosetta, si sviluppa uno scapo eretto, inizialmente verde e tenero, legnoso alla base e di colore biancastro a maturità, alto fino a 1 m, con foglie inferiori pennatosette e superiori intere o dentate e progressivamente ridotte. I fiori, di colore giallo, compaiono in estate, riuniti in capolini sessili, pauciflori.

Ambiente: La Lattuga alata cresce in prevalenza nei luoghi sassosi, negli incolti e nei margini di strada, dal livello del mare fino a ca. 2100 m di altitudine.

Parte utilizzata: In inverno si utilizza la rosetta di foglie basali oppure, in primavera, quando lo scapo è ancora tenero, l’intera pianta.

Uso: Le foglie basali, dal sapore dolciastro, si consumano lessate e condite con olio oppure, più raramente, crude in insalata. Gli assi fiorali (cimuzzi), dal sapore amarognolo, si usano come condimento nelle frittate. Nel territorio etneo, la Lattuga alata è considerata una delle migliori verdure da foglia (fogghia).

Commercio: Nessun riscontro né notizie in merito.

Diffusione: La Lattuga alata è riportata come pianta edule solo in pochi manuali di fitoalimurgia (INDRIO, 1981; CHIEJ-GAMACCHIO, 1990) nei quali, tuttavia, viene segnalata come verdura di buona qualità.

Notizie:

Ricette: Lessi Insalate Frittate