Piante spontanee di interesse alimentare nella regione etnea

Salvatore Arcidiacono e Pietro Pavone

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Radicchiella (Crepis bursifolia L.)

Radicchiella

Etimologia: Il primo termine del binomio deriva dal greco con il significato di pantofola, pianella, forse per le foglie appressate al suolo. Il secondo termine discende dal latino medievale bursa = borsa e dal latino classico folium = foglia, in riferimento alle foglie della pianta con lamina un po’ concava, come una borsa.

Descrizione: Pianta erbacea perenne caratterizzata, in inverno, da una densa rosetta di foglie basali con margine profondamente diviso in segmenti dentati e mucronati all’apice e lamina leggermente crespa (da cui i nomi dialettali Rizzarella, Rizzaredda). In primavera, dal centro della rosetta emerge uno scapo eretto, gracile, semplice o poco ramificato in alto, con foglie assai ridotte, alla cui sommità si sviluppano svariati capolini di fiori gialli. Tutta la pianta contiene abbondante latice (da qui il nome vernacolo Ricuttella).

Ambiente: Questa specie è comune negli incolti e nei coltivi, come pure nei centri urbani etnei, dal livello del mare fino a 1000 m di altitudine. E’ endemica della Sicilia, con popolazioni isolate nell’Argentario e a Gaeta; è avventizia nel Lazio, in Spagna, Francia, Tunisia e Dalmazia.

Parte utilizzata: Il cespo delle foglie basali.

Uso: Sebbene sia comunissima su ogni versante dell`Etna, non è apprezzata come erbaggio da tutti gli abitanti. Il suo uso alimentare è stato riscontrato solo a Randazzo, Maletto e Ragalna.

Commercio: Inesistente.

Diffusione: Data la distribuzione geografica, questa specie è nota come pianta alimentare solo in Sicilia, dove è piuttosto comune. Il nome volgare Radicchiella è, in realtà, attribuito a tutte le specie del genere Crepis (una quarantina), presenti nell`Italia peninsulare. Fra queste, alcune (C. vesicaria L., C. leontodontoides All., C. pulchra L., ecc.) hanno interesse fitoalimurgico (CORSI e PAGNI, 1979b). In particolare, nel territorio etneo, C. leontodontoides (Radicchiella italica) viene raccolta insieme a C. bursifolia senza discriminazione. Le Radicchielle hanno un gusto delicato e vengono consumate crude in insalata (consumo non praticato nel territorio etneo) oppure lessate (ARIETTI, 1974).

Notizie:

Ricette: Lessi