LA CARTA DI PAPIRO E SIRACUSA

Col passare dei secoli, a Siracusa si perse la conoscenza del metodo di fabbricazione della carta di papiro e la pianta venne usata soltanto dai contadini e dai pescatori per ricavarne cordame. Nel XVIII secolo, a seguito della venuta dei viaggiatori stranieri del Gran Tour, la pianta venne riscoperta. Certamente il primo ad occuparsene per l'incarico ricevuto dall'Accademia delle Scienze di Parigi, fu il conte Cesare Gaetani della Torre che nel 1760 scrisse una relazione inviata poi a Parigi assieme ad alcuni campioni della pianta.

Lo storico siracusano G.M. Capodieci nelle sue "Miscellanee" ci tramanda:

"l'iscrizione ad istanza del Signor Conte Gaetani della Torre Patrizio Siracusano per essersi fortunatamente rinvenuta a Siracusa la pianta Papiro:"

QVAE TANTVM IN PALVSTRUBUS / AEGYPTI AQVIS / LEGI PAPYRI ARBVSCVLA / PVTABATVR / AD LENIS ANAPI RIPAS / PROPE CYANEM FONTEM SYRACVSIS / VIRESCERE ETIAM COMPERTVM EST ANNO MDCCL / AB INCOLIS VERNACVLO SERMONE NVNCVPATA / PARRVCA / HINC NE HVIVS REI MEMORIA / ALIQVANDO INTERCIDAT / S. P. Q. SYRACVSANVS / TESTATVM POSTERITATE VOLVERE.

(La pianta di Papiro, chiamata nel locale dialetto parrucca, che si riteneva crescesse soltanto nelle acque paludose dell'Egitto, è stata scoperta nell'anno 1750 verdeggiare anche lungo le sponde dell'Anapo presso la fonte Ciane di Siracusa. Quindi affinché non se ne perda un giorno la memoria il Senato e il Popolo di Siracusa stabiliscono che sia ricordato ai posteri.)

Altro importante documento trascritto dal Capodieci in "Materiale di cose Antiquarie" riguarda il Bando del 17 Dicembre 1780 nel quale è espresso l'ordine reale da eseguire a proposito del Papiro:

"Perché da S.E. Signor Presidente del Regno è stato prescritto in seguito a real Ordine quanto segue- Per via della Prima Secretaria di Stato di real ordine in data dell' 11 andante mi viene scritto il seguente:"
Ecc.mo Signore - Ho fatto presente al Re l'inchiesta di Don Saverio Landolina, onde gli venga affidata la conservazione della pianta, detta papera, che nasce nelle rive del fiume Anapo, con proibirsene il taglio, e lasciare a lui solo la facoltà di farne l'esperienza, per ridurla agli usi antichi richiamando le arti perdute nell'Egitto, e inventando le varie fabbriche di papiro, e quanto su di ciò ne asserisce il Principe di Biscari con sua consulta del 13 Settembre di quest'anno,trasmessa da V.E. in un colla supplica dell'oratore in data 12 Ottobre prossimo scorso. E Sua Maestà, a cui è sommamente a cuore tutto ciò, che fa pregio a cotesto suo Regno, avendo ravvisata tale richiesta, degna della real sua approvazione, è venuta a condiscendere benignamente, che il superaccennato Don Saverio Landolina, avvegnacchè intendente di simile materia , e possessore dei fondi che confinano con detto fiume, abbia appunto la custodia di quella pianta, e faccia la divisata esperienza, rassegnandone poi alla M.S. il risultato affine di riceverne i sovrani suoi oracoli. E poiché detta pianta venga preservata dall'ingiuria de' tempi, e dalla indiscretezza de' villani, o poca accortezza de' marinari, o altri che la potranno guastare, la medesima S.M. vuole, che previa la solita pubblicazione de' bandi, o il Regio Secreto, o il Governatore locale prestino all'oratore Landolina, la loro assistenza per punirsene i rei in caso di contravvenzione, e riscotersene le pene, che vi s'imporranno da impiegarsi in aumento di detta pianta; di real ordine partecipiamo a V.E. questa sovrana determinazione, acciocché la E.V. ne disponga l'adempimento come, e dove conviene -
- Caserta -
Comunico a V.S. questo real Ordine, affinché concorra nella parte che le tocca nell'esecuzione delle sovrane risoluzioni, nostro Signore la feliciti -
Palermo 25 novembre 1870 - Cortada y Bruy -
Perciò di ordine, e mandato di questo illustrissimo Senato correlativamente a detto real ordine:

SI PROIBISCE A CHIUNQUE DI POTER TAGLIARE, O MOLESTARE LE PIANTE PAMPERE, VOLGARMENTE DETTE PARRUCCHE, ESISTENTI NEL FIUME ANAPO SOTTO LA PENA DI ONZE QUATTRO PER OGNI CONTRAVENTORE, E MESE UNO DI CARCERE, E NON ALTRIMENTI.
PUBBLICETUR ET AFFIGATUR.
Montalto Senator
Gargallo Senator
Burlò Senator
Candido Senator
Alagona Senator
Spinelli Senator

Don Innocentus Platamone Regius Magister Notarius et Cancellarius
Ex registro Bannorum esistente in Regia Corte illustrissimi Senatus huius fidelissimae Syracusarum.
Not. Franciscus Sebastianus de Ioanne
Regius Magister Notarius Cancellarius


 
Saverio Landolina
Saverio Landolina

Qualche tempo dopo, il Cavaliere Saverio Landolina Nava intraprese vari tentativi per costruirne la carta di cui inviò alcuni esemplari a studiosi e uomini politici europei. Ecco come ne descrive l'ottenimento in una lettera inviata al Gran Maestro dei Cavalieri di Malta, Emmanuel de Rohan:

"[…] Grandissimi sono stati gli ostacoli che ho dovuto superare per non allontanarmi dalla descrizione lasciata da Plinio sulla composizione dell'antica carta del papiro Egizio; né minori ne ho incontrato per regolarmi dove ho creduto degno di emendare il testo corrotto di quel naturalista come mi hanno obbligato a decidere le tante mie replicate prove, per mancanza delle quali siamo finora rimasti nell'ignoranza di un'arte tanto importante. Osserverà Vostra Altezza che il foglio è composto da due piani formati da varie liste, ossia lamette, le une sovrapposte all'estremità della larghezza delle altre formando quasi una graticola. Da ogni fusto ne ho tirato più di ventiquattro lamette sottilissimamente dividendole per la lunghezza con uno strumento da me inventato. Formati i piani li ho lasciati seccare sotto il torchio, dove si sono tenacemente uniti senza colla, ma per virtù del proprio glutine, il quale acquista la sua forza quando il fusto, prima di scorticarsi, prende dall'acqua il grado competente della sua macerazione. Formato in tal guisa il foglio, ossia la pagina, gli ho dato leggermente la colla di midolla di pane, sciolta nell'acqua bollente aspersa di aceto. Asciutto con molta diligenza, al fresco, il foglio per non accorciarsi né distaccarsi al sole le liste, l'ho nuovamente stretto sotto il torchio, dove si è fatto più sottile. Finalmente, perché meglio restassero unite le parti, le ho col martello battute, e con l'avorio lisciate per renderle pulite."

La famiglia Politi
La famiglia Politi

Dopo Landolina, dalla prima metà del 1800 saranno i Politi, famiglia di pittori, incisori e guide turistiche della città, a diffondere la conoscenza della carta papiro siracusana quale elemento caratterizzante e simbolo della città stessa, affermando il possesso della formula di fabbricazione ereditata dal Landolina. La loro professione di guide li poneva in posizione privilegiata nell"opera di divulgazione, imponendo nell'itinerario dei turisti la visita del Ciane.

All'inizio del 1900 l'attività fabbricatoria della carta papiro passa alla famiglia Naro che inizia una vera attività artigianale creando delle ottime realizzazioni raffiguranti soggetti e decori classici ma anche monumenti e paesaggi di Siracusa. Dal 1989 un ricercatore e studioso locale, Corrado Basile, divenuto nel tempo esperto restauratore di antichi reperti, con la creazione dell'Istituto del Papiro e annesso Museo, ha indirizzato l'attività di studio e di fabbricazione della carta al mondo scientifico internazionale, creando un centro culturale di grande rinomanza testimoniata da riconoscimenti internazionali, non ultimo l'affidamento del restauro dei papiri della biblioteca di Alessandria d'Egitto.

A Siracusa dunque la carta papiro continua ad essere realizzata fino ai nostri giorni e i turisti, moderni viaggiatori, che sempre più numerosi giungono nella nostra città, non mancano di acquistarne, negli innumerevoli punti vendita, un foglio con la raffigurazione di un reperto classico, un monumento, o una veduta di Siracusa come souvenir di un viaggio in una terra dove la storia, l'arte e la cultura si possono conoscere anche passeggiando nella zona archeologica e nel centro storico di Ortigia.