Bosco di Santo Pietro - Premessa

Premessa

Il territorio della Sicilia meridionale è molto antropizzato e sottoposto in gran parte a coltivazioni intensive, diffuse soprattutto lungo la costa, dove si concentrano un gran numero di serre e, all'interno, dove è diffusa la coltura della vite. Le emergenze naturalistiche residue hanno pertanto particolare valore. Il Bosco di Santo Pietro, nel territorio del comune di Caltagirone, rimane una delle aree più interessanti sia per estensione che per la peculiarità di flora, fauna e vegetazione.

Il Bosco è costituito da lembi discontinui di sughereta e in minor misura di lecceta oltre che di estese aree di macchia bassa, di gariga e di vegetazione a cisti. Si tratta di un complesso forestale tipicamente mediterraneo, insediato in un comprensorio relativamente arido ed in condizioni ecologiche difficili per la scarsità d'acqua che non ne agevola la ricostituzione spontanea laddove la copertura vegetale è andata distrutta.

In epoca romana l'attuale Bosco di Santo Pietro faceva parte di un'immensa superficie forestale denominata "Saltus camarinensis" che si estendeva tra gli Erei e gli Iblei, fino alla foce dell'Ippari. La parte che corrisponde all'area dell'attuale Bosco di Santo Pietro, denominata Fetanesimo, fu donata ai caltagironesi nel corso del XII secolo e divenne proprietà del demanio comunale. Il prelievo delle risorse che si estrinsecava nel legnatico, nella caccia, nella pastorizia, nella raccolta dei funghi e di altri prodotti del bosco ha condotto ad un progressivo degrado. Agli inizi del '900 il bosco aveva ancora un'estensione di 5000 ettari, fortemente ridotti in seguito all'estensione dell'agricoltura nell'area demaniale, in conseguenza di quotizzazione e assegnazione a privati di estese aree demaniali.

La recente istituzione in Riserva Naturale Orientata fa sperare nella progressiva ricostituzione e in un sostanziale recupero, anche attraverso il particolare impegno che l'Amministrazione comunale di Caltagirone ha da tempo posto in tal senso, con la istituzione del Laboratorio territoriale e Centro di esperienza (Progetto "Zeffiro"), con il coinvolgimento di associazioni ambientalistiche, del CUTGANA (Centro Universitario per la Tutela e la Gestione degli Ambienti Naturali e degli Agroecosistemi) e della attività istituzionale dell'Azienda Foreste Demaniali, Ente gestore della Riserva.

Una convenzione con il Dipartimento di Botanica della Università di Catania ha infine consentito la realizzazione di questo primo CD-Rom, che si inserisce tra le numerose iniziative promosse dal Comune di Caltagirone per una migliore conoscenza e valorizzazione del Bosco di Santo Pietro. E' stata infatti ritenuta valida la possibilità di realizzare in tempi brevi una presentazione che, anche utilizzando dati in precedenza pubblicati dagli Autori, in questa forma è suscettibile di essere agevolmente consultata e aggiornata.